Panoramiche di liberazione

ORSI E LEONI

Pensare che la festa della liberazione possa non essere divisiva, possa essere ecumenica, è non solo un’utopia, ma anche un errore storico. Questa festa è sempre stata conflittuale.

C’è una parte del paese che ha sempre creduto, con Calamandrei, “che se vuoi andare in pellegrinaggio nei luoghi dove è nata Costituzione, devi andare nelle montagne dove sono morti i partigiani”. Resistenza quindi come mito fondativo della Repubblica, come religione laica di chi crede nella democrazia, nel pluralismo, nei diritti sociali. Poi c’è una parte degli italiani che non solo non ci ha mai creduto, ma l’ha sempre osteggiata, l’ha derisa. Sono quelli del “il fascismo ha fatto anche cose buone”, quelli un po’ militaristi, fallocratici, quelli che “i partigiani erano dei banditi”.
Berlusconi disse che si asteneva dall’andare alla festa del 25 Aprile perché era una festa di parte. Poi ci sono i Meloni e i La Russa che “ricordano i morti di tutti, di tutte le guerre e anche del Covid, che non cantano Balla Ciao, ma la canzone del Piave”; ma questi, vabbè, fascisti lo sono apertis verbis.

E’ vero, questa festa è divisiva e io sto con i partigiani. Chi parla di San Marco, invece, forse sta dall’altra parte, o forse sta dappertutto, che è un po’ la stessa cosa.

Nella mia regione, negli ultimi anni, c’è un modo più sofisticato e capzioso, per dire da che parte si sta, senza dirlo del tutto: il 25 aprile è la Festa di San Marco. Se lo fanno i venetisti si capisce, ma nella mia città lo ha fatto anche il sindaco. Le cose così cambiano. Perché io sono orgoglioso che Schio sia medaglia d’argento della resistenza. Più che la festa del santo palestinese, oggi mi piacerebbe ricordare che per la guerra voluta dal fascismo la nostra città ha perso 292 persone, su una popolazione di 20.000 abitanti. In Valleogra i nazifascisti hanno ucciso 165 partigiani. Durante il ventennio molti nostri concittadini sono dovuti emigrare, molti poi sono stati barbaramente torturati.
Ecco, più che rifarmi ad una chissà quale superiorità antropologica veneta, oggi queste persone vorrei onorare, perchè sono morte per ridarci la libertà. E’ vero, questa festa è divisiva e io sto con i partigiani. Chi parla di San Marco, invece, forse sta dall’altra parte, o forse sta dappertutto, che è un po’ la stessa cosa.

ABBIAMO TRADITO LA RESISTENZA. EVVIVA LA RESISTENZA!

Il coraggio e il valore dei partigiani ci ha liberato dal nazifascismo, dobbiamo ricordarli sempre ed esserne grati. Ci ha anche consentito di immaginare, con la Costituzione, un mondo molto diverso, forse agli antipodi, da quello che abbiamo costruito. Un mondo nel quale la libertà è una libertà con gli altri, la libertà di partecipare alla costruzione democratica della comunità. Esattamente il contrario dell’idea di libertà neoliberale, che è sempre una libertà dai vincoli con gli altri, che ha creato un individualismo esasperato.
L’idea di una società nella quale i diritti civili e politici sono possibili solo se vengono riconosciuti i diritti economico-sociali. La seconda parte dell’articolo 3 mi emoziona ancora ed è capace in poche parole di esprimere la mia idea di società: “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

CI SONO 10 MILIONI DI ITALIANI IN POVERTÀ ASSOLUTA, CI SONO 3 MILIONI DI PRECARI, 2,8 MILIONI DI PART-TIME INVOLONTARI, IL 30% DEGLI UNDER 25 CHE GUADAGNANO MENO DI 800 EURO AL MESE, IL 12% DI LAVORATORI POVERI: LA RESISTENZA E LA COSTITUZIONE LE ABBIAMO RIPUDIATE

Per questo nell’articolo 4 si parla del diritto al lavoro, perché senza lavoro non c’è libertà. Inoltre nell’articolo 36 si dice che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Per questo il partigiano socialista Lelio Basso, che volle fortemente questi articoli, disse: “finchè questi articoli non saranno veri, non sarà vero il resto; finchè non sarà garantito a tutti il diritto al lavoro, non sarà garantita a tutti la libertà; finchè non vi sarà sicurezza sociale non vi sarà veramente democrazia politica; o noi realizzeremo interamente la Costituzione, o noi non avremo realizzata la democrazia in Italia”.
Ecco, noi questa idea di paese l’abbiamo tradita, la Costituzione l’abbiamo ignorata e tradita. Uno studio della voce.info di due giorni fa dice che ci sono 10 milioni di italiani in povertà assoluta. Ci sono 3 milioni di precari, 2,8 milioni di part-time involontari, il 30% degli under 25 che guadagnano meno di 800 euro al mese, il 12% di lavoratori poveri.
La Resistenza e la Costituzione le abbiamo ripudiate. Libertà vuol dire liberazione, vuol dire combattere per un mondo diverso da questo! Evviva il 25 Aprile, ma purché non sia un ricordo stucchevole, ma l’esempio che ci spinge a lottare per costruire un mondo diverso, il mondo che volevano i partigiani e per cui sono morti per noi.