L’ospedale continua a perdere pezzi: uno scandalo!

Ancora una volta siamo costretti a comunicare la preoccupazione per l’ospedale di Santorso. Se è vero che rimangono solo 6 persone in terapia intensiva Covid, perché non c’è un piano chiaro per riportare repentinamente i reparti a Santorso? Quanto può rimanere un territorio di 180mila abitanti senza ospedale? E’ vero, è stata aperta una piccola sala di chirurgia, e il Direttore Simoni ha affermato che per il 18 Maggio ritornerà l’oncologia. Tuttavia, finchè i dirigenti promettevano ai medici di creare in ogni ospedale della provincia il doppio canale Covid e non-covid, abbiamo saputo che il 23 Aprile ai dipendenti di Bassano è stata inviata una circolare che diceva il contrario: tutti i malati Covid, e i presunti positivi, devono essere mandati a Santorso.
Preoccupa inoltre una lettera inviata all’Ulss dal primario di cardiologia Bortolo Martini, prossimo alla pensione dal mese di giugno, che segnala il pericolo di politiche che favoriscono Bassano, e rischiano di demolire definitivamente anche la cardiologia a Santorso.

Una azione che completa il piano di indebolimento della sanità dell’Altovicentino che noi denunciamo dal 2016.
Scrive Martini: “A Santorso sono state chiuse le Unità Operative semplici a valenza dipartimentale di emodinamica e le unità operative semplici di riabilitazione cardiologica e di medicina dello sport. Viene attivata una UOS di unità coronarica ed una di emodinamica. A Bassano vengono contemporaneamente attivate due UOSVD di emodinamica, una di elettrofisiologia ed un UOS di UCIC. Tutta questa manovra gestionale a palese favore di Bassano non ha nessuna giustificazione e lede gravemente le potenzialità assistenziali della popolazione dell’altovicentino”.
Tutto molto chiaro. A parlare non è un pasdaran dell’opposizione, ma un medico apprezzato che ha eseguito il maggior numero di impianti di pace maker e defibrillatori in Italia. Le potenzialità assistenziali del nostro territorio, della nostra gente, sono a rischio. Quindi a Santorso chiudono l’unità semplice dipartimentale di emodinamica e l’unità semplice di medicina dello sport e di riabilitazione cardiologica. Chiude anche l’unità semplice di elettrofisiologia che garantiva ai pazienti centinaia si pace maker, defibrillatori salava vita. Di fatto a Santorso rimane solo l’unità semplice di terapia intensiva cardiologica, che serve a poco. L’unità di elettrofisiologia sarebbe dovuta finire a Santorso, così invece si creano delle disparità enormi tra i due ospedali e quindi del diritto alla salute dei cittadini dei due territori.

Tutta questa manovra gestionale a palese favore di Bassano non ha nessuna giustificazione e lede gravemente le potenzialità assistenziali della popolazione dell’altovicentino

Bortolo Martini, Primario di Cardiologia Ulss 7


Il pericolo è che Santorso perda un settore fondamentale della cardiologia, come elettrofisiologia. Un medico si è trasferito, un altro è malato e Martini, grande elettrofisiologo, è ad un passo dalla pensione. Di fatto l’elettrofisiologia non esisterà più a Santorso. Tutta l’interventistica cardiologica ormai è nelle mani di Bassano e il nostro territorio sta perdendo un altro pezzo fondamentale della sanità.

E’ ormai certo che nessun giovane cardiologo verrà a lavorare da noi, perché sicuro di non avere prospettive e alcuni cardiologi andranno presto in pensione. Fino a qualche anno fa avevamo una elettrofisiologia più efficiente di Vicenza. Adesso, a causa di una mancanza di investimenti, siamo tra i peggiori, superati anche da Arzignano.
Le garanzie di Zaia del 2016, secondo le quali la fusione per incorporazione con Bassano non ci avrebbe penalizzato si sono rivelate menzogne. Come facciamo a fidarci delle garanzie di chi ha tradito la nostra fiducia dopo la trasformazione del nostro ospedale in Covìd Hub?