La vicenda Mantoan e il senso di onnipotenza di una classe politica

Questi governano dal 1995 e pensano che il loro potere sia totale, forse assoluto. “Ab solutus” vuol dire sciolto da ogni condizionamento, al di sopra anche della legge. Le mazzette a tutti, le mazzette per un miliardo del Mose. Io sono al di sopra della Legge. Anche questo caso è però paradigmatico, capace di raccontarci un senso di onnipotenza dei padroni del Veneto.
Il fatto. Il 13 Settembre del 2016 l’auto blu di Mantoan, l’uomo che gestisce la sanità della regione, esce dall’istituto oncologico di Padova, fa una manovra non consentita e investe un un uomo in motorino. Cesare Triveron, che aveva 72 anni, muore. Mantoan chiama Montisci, primario di medicina legale dell’ospedale di Padova, che obbedisce e interviene subito. L’esito dell’autopsia è così sorprendente da apparire comico: Triveron è morto di infarto. Ovvio, lo hanno investito, ma quello non c’entra. Come se per difendere un omicida che ha sparato ad un malcapitato, si dicesse che è morto di asma.


Evidentemente la famiglia non ci sta, chiede di aprire un’indagine, tra l’altro il conflitto di interessi è grande come una casa, perché Montisci è un sottoposto di Mantoan. Montisci viene accusato di falso, e l’autista di Mantoan di omicidio colposo.
Adesso però le indagini sono andate avanti e il pubblico ministero rincara la dose: per Montisci si parla di frode processuale e depistaggio, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e truffa aggravata. Perché Montisci aveva firmato una consulenza su una serie di esami su Triveron che non ha mai fatto. Poi si parla di truffa perché ha certificato un esame tossicologico che non poteva essere effettuato perché nell’istituto non ci sono le strumentazioni adeguate. Ovvio, per salvare il capo si inventa tutto, ma i nodi vengono al pettine. Poi viene accusato anche il medico del pronto soccorso Miazzo che certificò l’intervento per problemi cardiaci e non per un incidente. Quando l’Imperatore Mantoan chiama i vassalli rispondono. Sinceramente non capisco perché il dirigente della sanità, al vertice di questa misera messa in scena, non sia indagato.
Sembrerebbe un film della commedia all’italiana, potrebbe essere una sceneggiatura alla Monicelli. Purtroppo però non è così. È una vicenda che ci racconta di uomini arroganti, di uomini che governano la nostra regione da decenni, di una trama di potere torbida, di persone che pensano di poter infrangere la legge, perché quella è scritta per gli uomini comuni, mica per loro.