Continua la privatizzazione della sanità veneta

Nel Centro servizi di Montecchio Precalcino vivono persone con problemi psichiatrici gravi. Il Centro è gestito dalla Casa, l’Ipab di Schio. L’Ulss ha deciso, qualche mese fa, di non prorogare la convenzione per 112 dipendenti, che avevano un contratto di lavoro pubblico. C’è quindi un bando di gara che mira a ridurre i costi. Questo significa che solo con contratti del privato si potrà vincere la gara, che ci saranno delle inevitabili esternalizzazioni. Una vera e propria privatizzazione!Le conseguenze di queste politiche leghiste sono due:

La svalorizzazione del lavoro, la deflazione salariale, la contrazione dei diritti. Questo è un escamotage per pagare meno i lavoratori. Per esempio un operatore sociosanitario con il contratto privato può guadagnare 300 euro in meno al mese, lavora 38 ore anziché 36, ha meno diritti durante la maternità. Bisogna avere il coraggio di affermare che la perdita di potere d’acquisto dei salari italiani negli ultimi trent’anni, con la caduta della domanda aggregata, è la vera emergenza del nostro paese, la causa di questa crisi infinita.

Queste politiche determinano il declino del servizio. Stiamo parlando di persone con problemi psichiatrici gravi. Hanno bisogno della routine, hanno bisogno della CONTINUITA’ NELLA CURA, un diritto che così gli neghiamo. Infatti, chi ha un contratto pubblico, chi ha più diritti, tende ad essere più stabile. Chi ha contratti più deboli, tende invece a cambiare più velocemente lavoro, è in cerca di maggiori tutele. Questo significa offrire a chi ne ha più bisogno, a chi è più debole, un servizio più scadente.