Liste di attesa e privatizzazione della sanità

L’emergenza Covid ha fatto aumentare le liste d’attesa. Per rimediare, come si legge sui giornali, la Regione ha stanziato 6,1 milioni di euro che andranno a finanziare l’acquisto di prestazioni dalle strutture private.

Una misura le cui responsabilità sono da ricercare in scelte della Regione nel generare liste d’attesa sempre più tragicamente lunghe anche prima del Covid.

A febbraio, prima dell’arrivo del Covid, solo nel Distretto n.2 dell’ULSS Pedemontana (Thiene-Schio) c’erano 14.000 richieste di prestazione in attesa di risposta. Una cifra impressionante! Era il risultato della politica delle liste di appoggio, un escamotage per falsare i dati reali, ampiamente praticato in tutto il Veneto. Se ti rivolgevi al CUP per prenotare una visita, l’operatore ti diceva che saresti stato richiamato, e ti contava come preso in carico. Ma la richiesta rimaneva a “galleggiare”, anche per mesi, senza avere riscontro. Le conseguenze? Sempre più persone costrette a rivolgersi al privato o, peggio ancora, a ritardare o a rinunciare alla cura. Secondo il CENSIS, ben 800.000 persone in Veneto hanno dovuto scegliere questa seconda opzione. È il tradimento del diritto alla salute previsto dalla Costituzione.

Acquistare prestazioni dal privato viene presentata come la soluzione più rapida ed efficace per dare risposte al cittadino. Ma è solo apparenza. In questo modo si fa crescere il settore privato e non si risolvono i problemi della sanità pubblica, aggravando le difficoltà delle persone, specie di quelle meno abbienti. Quando si inizierà a fare l’unica cosa che serve davvero, vale a dire un piano serio e responsabile per aumentare le risorse umane nelle ULSS? Spenderemo in convenzioni e project-financing i soldi che arriveranno dall’Europa?

Concludendo, in Veneto il processo di privatizzazione della sanità è, ahimè, iniziato da tempo. Il neoliberista Milton Friedman diceva che “la crisi è un’occasione per fare accettare ciò che normalmente sarebbe inaccettabile”. È già successo con l’austerita’. Non possiamo permettere che la crisi del Covid consenta alla Lega di accelerare il processo di privatizzazione della sanità. Essa è e deve rimanere pubblica!