Controstoria Veneta, l’avvelenamento delle acque: i PFAS

Nel 2013 uno studio finanziato da AMGA rivela livelli di Pfas elevatissimi nell’Agno-Fratta-Gorzone.

Se il Mose è stato il più grande scandalo di corruzione in Europa, con un miliardo di tangenti su 5, l’inquinamento da Pfas è il più grande scandalo di avvelenamento delle acque nel continente.

La Miteni, nata nel 1965 come azienda che faceva ricerca per la Marzotto, ha sversato Pfas nella falda, determinando l’inquinamento delle acque che servono 350mila Veneti. Un eccesso di Pfas determina un aumento del colesterolo, delle malattie cardiovascolari, dell’ipertensione, dei tumori al rene e ai testicoli, infertilità. I pfas modificano il testosterone: una dottoressa scoprì che alcuni operai della Miteni, che per vergogna non avevano raccontato nulla, pur essendo maschi si erano visti crescere il seno.A Lonigo, uno dei luoghi più inquinati, uno studio che ha monitorato i tumori dal 1997 al 2014 ha rivelato un aumento dei tumori ai testicoli dell’84%.

Di chi è la responsabilità? Il Nucleo ecologico operativo dei carabinieri di Treviso ha dimostrato che la Miteni aveva costruito già nel 2005 delle grandi barriere anticontaminazione. Quindi sapevano e hanno taciuto. Il Noe ha dimostrato che anche l’Arpav e l’amministrazione provinciale leghista sapevano tutto dal 2006 e non hanno detto niente. La leghista Dal Lago sapeva ed ha taciuto, poteva intervenite e non l’ha fatto. Oggi non avremmo l’emergenza. Alcune persone non sarebbero morte, altre non si sarebbero ammalate.