Cosa è successo all’ospedale di Verona? Una storia di privatizzazione e declino del pubblico

Batterio killer, chiuso il punto nascite dell'ospedale Borgo Trento

Uno strazio. 4 bambini morti. Danni permanenti per 5 bambini. Almeno 90 bambini interessati dall’infezione. Che cosa ha causato questa disgrazia? Il Citobacter, che, dicono, era nell’acqua del rubinetto della terapia intensiva. Siamo sicuri che sia così? Non lo possiamo sapere, ma sappiamo che il magistrato Diletta Schiaffino ha aperto un fascicolo e che si ipotizzano biberon non sterilizzati e terapie non corrette. Potrebbe quindi essere l’esito di una non curanza nella sterilizzazione dei biberon, delle tettarelle, dei ciucci? Il polo tecnologico dell’ospedale Borgo Trento, si trova di fatto senza una centrale di sterilizzazione.

Verona è tra gli ospedali di riferimento regionali e non solo, per quanto riguarda l’alta specializzazione,che comporta l’impiego di apparecchiature e strumentazioni all’avanguardia. Il lavaggio e la sterilizzazione di tutta la strumentazione impiegata nelle procedure invasive e non (strumentario di sala operatoria, kit per parti cesarei, trattamento di vetrerie fra cui biberon, ecc) dovrebbe seguire un aggiornamento tecnologico costante. Serve una centrale di sterilizzazione in grado di far fronte tecnologicamente alle crescenti necessità di pulizia e sterilizzazione degli strumenti per poter far fronte al crescente problema delle infezioni. Una centrale di sterilizzazione aggiornata ed efficiente secondo gli attuali standard è uno degli aspetti più importanti per la qualità del servizio sanitario, e dovrebbe essere la base di ogni ospedale. Non è uno scherzo. Da circa 10 anni, dall’era Galan, in regione si è disinvestito nell’ammodernamento delle centrali di sterilizzazione, ed in alcuni casi le centrali stesse non sono state nemmeno costruite. Basti pensare che proprio a Verona, il polo tecnologico dell’ospedale Borgo Trento, si trova di fatto senza una centrale di sterilizzazione, e a tale scopo viene adibito un vecchio padiglione per svolgere la pulizia e la sterilizzazione del materiale. Tale struttura recuperata non soddisfa minimamente lo stato dell’arte. Locali angusti, nessun adempimento per quanto riguarda la gestione del microclima e dei ricambi minimo d’aria, apparecchiature obsolete e nessuna divisione fra ambienti puliti e sporchi. Ma come è possibile che sia stato certificato un trattamento di sterilizzazione all’interno di questa struttura? Perché non si è più investito in maniera adeguata su questo fondamentale settore? Forse la risposta può arrivare da una analisi di quanto successo negli ultimi 15 anni. In regione da quegli anni sembra quasi che il disegno sia quello di dare in mano a privati la gestione di questo servizio cosi fondamentale per gli ospedali e i suoi utenti. Non tutti sanno che più di 10 anni fa è nato un polo di sterilizzazione in regione, privato ed esterno agli ospedali, chiamato PSIS. Diversi ospedali nei dintorni di PSIS si trovano oggi nella condizione in cui si trova Borgo Trento, e sembra chiaro il disegno che vorrebbe convogliare tutta la attività di sterilizzazione all’interno di PSIS. Quello che ci chiediamo è: questo costante impoverimento in favore di questa privatizzazione avviene sulla testa degli utenti? Il problema della sterilizzazione riguarda tutto il Veneto. Sempre di più si appaltano i servizi ad aziende private. Molte di queste fanno sia la manutenzione che la verifica. Sono controllori e insieme controllati. Sempre la stessa storia: esternalizzazioni e privatizzazioni. Zaia si dice addolorato e chiede giustizia per le famiglie. Sono lacrime di coccodrillo. Perché da anni sono note le condizioni della centrale disterilizzazione di Verona, e non è stato fatto niente.