Due pesi e due misure

Il genio italico è uno degli elementi che contribuiscono alla costruzione dell’identità del popolo italiano: un paese di santi, navigatori e ora start-upper. L’iconografia rappresenta un gruppo di ragazzi che, come piccoli Zuckerberg, dallo scantinato grazie ad una idea rivoluzionaria riescono ad emergere e ad affermarsi. Insomma, un modello di emancipazione sociale basato sulla competizione spietata delle idee, la raffigurazione perfetta dell’ideale neoliberalista, in cui l’innovazione tecnologica ed i rischi associati sono demandati al soggetto debole, senza alcuna tutela, lanciato nella mischia della concorrenza mondiale e poi chi svetta viene premiato per gli altri rimane solo la frustrazione dei sogni infranti. Quello che la narrazione non racconta è che in Italia le start-up che sono arrivate ad un fatturato di 5 milioni di euro sono 27 al 2018, e la maggioranza, il 56,6% è in perdita.Quel che vale per l’informatica non vale per la cultura e la produzione di pensiero che sono relegati al rango di prodotti succedanei nell’universo di valori del veneto attuale. E’ il caso di csa Arcadia a Schio e di Porto Burci a Vicenza, due realtà che rischiano lo sfratto per fare spazio alle necessità impellenti ed irrinunciabili delle amministrazioni locali: rispettivamente un magazzino e degli uffici dell’università. Due realtà in cui gruppi di giovani appassionati hanno deciso di investire il loro tempo e le loro energie per costruire realtà al servizio della cittadinanza e del territorio, che offrono gratuitamente corsi, conferenze, concerti, mostre ed occasioni di riflessione e di aggregazione in un mondo in cui la solitudine è un problema sociale. L’esperienza dimostra che questi spazi diventano a loro volta incubatori di iniziative e di cultura stimolando la partecipazione e la proposta. Trovo bizzarro che le stesse amministrazioni, che giustamente patrocinano le iniziative di talento commerciali, non riconoscano l’importanza, ed anzi ostacolino, chi propone con talento nuovi modi di stare insieme.La parola “cultura” deriva da colere, che significa “seminare”. Ci sono giovani che hanno seminato, hanno costruito luoghi di incontro, di elaborazione culturale, dove si creano momenti di socialità intelligente. È veramente avvilente che questo patrimonio di idee, relazioni, cooperazione, anziché essere favorito, venga distrutto.5682Persone raggiunte945InterazioniMetti in evidenza il post

FINE DEL LOCKDOWN? SPERIAMO

Sembra sia finito il lockdown.
Appartengo alla categoria dei fortunati. A differenza di molti altri, non ho perso reddito. Pertanto non voglio lamentarmi, ma dopo questi quasi tre mesi di quarantena, azzardare un bilancio.
In fondo ci sono due categorie di uomini, quelli più forti, che stanno bene anche nella solitudine e quelli più fragili, che hanno un disperato bisogno degli altri. Io appartengo alla seconda categoria.

Quando parliamo della mia infanzia, mia mamma ci ricorda che mia sorella era in grado di giocare per ore da sola e che io invece, se stavo da solo impazzivo, diventavo intrattabile. Dicono che assomigli alla nonna Ana, che aveva la bottega in piasa a Valli, che aveva una parola per tutti, una ciacolona un po’ pazza.
Per questo in questi mesi mi è mancata la gente. La gente in carne e ossa.

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Festa della donna, i diritti sono o di tutti o di nessuno

La lotta al precariato, alla disoccupazione e ai salari bassi sono il vero strumento per la parità dei sessi

via Vvox

Mi piace pensare alla forza delle istanze femministe come fa Nancy Fraser nel suo “Femminismo per il 99%”. Senza i diritti economici e sociali i diritti civili sono flatus vocis, proclamati ed insieme negati. Insomma, senza lavoro e senza un salario adeguato non c’è libertà. Secondo la filosofa statunitense negli ultimi trent’anni politiche regressive hanno tagliato i salari, precarizzato il lavoro, aumentato vertiginosamente la diseguaglianza. Questo, del resto, è un dato di fatto incontrovertibile.

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Sinistra alla Marchese del Grillo, non hai capito niente

via Vvox

Premesso che questa non è solo una critica, ma un’autocritica. E’ un po’ la voglia di guardarsi allo specchio. Perché la sinistra perde sempre? Perché è sempre più minoritaria? Le motivazioni sono molteplici, la questione è davvero complessa. Vorrei tentare di soffermarmi sulla modalità della comunicazione, che non è mai neutra, non è mai mera forma, ma viva sostanza.

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Lega, trasformismo di successo. Il segreto? Saper “fare popolo”

via Vvox

La Lega è un movimento politico proteiforme, assolutamente adatto alla fluidità della postmodernità, capace di cambiare radicalmente la sua identità. Ha raggiunto pochi degli obiettivi che si era posta, ma continua ad avere, ovunque e in qualche comune del Veneto con percentuali plebiscitarie, un consenso enorme. Perché? Ha creato un popolo.

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I cittadini? Estinti. Oggi c’è la democrazia dei consumatori-bambini

via Vvox

Il 26 Maggio ci saranno le elezioni europee. In quel giorno, però, si voterà anche in moltissimi comuni veneti. Mi piace bighellonare per l’Alto Vicentino, mi piace intrattenermi e parlare di politica. Quello che mi pare drammaticamente di percepire è che, in molti medi e piccoli Comuni, i pochi sopravvissuti allo tsunami dell’indifferenza, i pochi superstiti al terremoto dell’egotismo, fatichino a trovare candidati, stiano sgobbando e sudando per chiudere le liste. Inoltre, in più di qualche Comune sembra ormai più che probabile possa esserci una sola lista. Questo vuol dire, in quei contesti, vegliare al capezzale di una democrazia morente. Con una sola lista, non si sceglie, se non si sceglie, niente democrazia.

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