Continua la privatizzazione della sanità veneta

Nel Centro servizi di Montecchio Precalcino vivono persone con problemi psichiatrici gravi. Il Centro è gestito dalla Casa, l’Ipab di Schio. L’Ulss ha deciso, qualche mese fa, di non prorogare la convenzione per 112 dipendenti, che avevano un contratto di lavoro pubblico. C’è quindi un bando di gara che mira a ridurre i costi. Questo significa che solo con contratti del privato si potrà vincere la gara, che ci saranno delle inevitabili esternalizzazioni. Una vera e propria privatizzazione!Le conseguenze di queste politiche leghiste sono due:

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Quale lavoro per il Veneto e l’Italia dopo la pandemia

Dialogo con Simone Fana, esperto di tematiche legate al lavoro ed autore del libro ” Basta salari da fame” e Giampaolo Zanni, Segretario generale Cgil Cdlt di Vicenza.

Dal 1953 al 1986 l’Italia è il paese che cresce di più in Europa, i salari continuano a crescere al crescere della produttività. Questo ciclo virtuoso ha creato una struttura produttiva ad alto valore aggiunto e innovativa. Dagli anni ’80 un vero e proprio attacco al lavoro ha creato una potente svalutazione dei salari. 3 milioni di contratti a tempo indeterminato, 2,7 milioni di part time involontari e il 12% di lavoratori poveri. Nasce un nuovo modello industriale che cerca di competere svalutando i salari, anzichè puntare sull’innovazione, un modello perdente. La diseguaglianza è aumentata in maniera inaccettabile. Anche in Veneto, dove il 17% dei contratti sono a termine e vivono 800mila persone a rischio povertà. ilmodello di sviluppo ci rende l’anello povero, a basso valore aggiunto, della catena di valore mitteleuropea. Dopo la crisi che modello di sviluppo vogliamo per il Veneto e per l’Italia?