Se i richiedenti asilo non vengono ricollocati in Europa una grande responsabilità è della Lega

Ieri sera l’eurodeputato leghista Da re sembrava turbato, borbottava e mi interrompeva, perché ho raccontato le responsabilità della Lega nella mancata redistribuzione dei richiedenti asilo in Europa. Il regolamento di Dublino, infatti, stabilisce che i richiedenti asilo debbano restare nel paese dove arrivano. Questo evidentemente penalizza l’Italia. Indovinate chi ha votato e adottato il regolamento nel 2003? Il governo Berlusconi e quindi anche la Lega. Nel 2018 nel parlamento europeo una commissione ha lavorato per modificare il regolamento, prevedendo il ricollocamento dei richiedenti asilo in tutti i paesi europei. Nelle 22 riunioni della commissione la Lega, come ricorda l’immensa Elly Schlein, non si è mai presentata. Non solo, quando il parlamento ha votato a maggioranza le modifiche, la Lega si è astenuta. Avete capito? La Lega si è astenuta ad una modifica che avrebbe redistribuito i richiedenti asilo che arrivano in Italia in tutta Europa. Poi, siccome le modifiche del trattato dovevano essere votate in codecisione dal Consiglio europeo, Orban, sodale e amico di Salvini, si è opposto. Quindi la Lega è responsabile della mancanza di un principio di solidarietà in Europa. Secondo il ministero degli interni, dall’inizio dell’anno sono sbarcate in Italia 23mila persone. Se fossero redistribuite in un continente di 500 milioni di persone non ne parleremo nemmeno. Ancora una volta, come un “aspettando Godot”, la Tega ex Nord evoca la bandiera dell’autonomia, simbolo dei loro trentennali fallimenti. Forse, in maniera subdola e calcolatrice, anche per questo tema, alla Lega non conviene redistribuire in Europa i richiedenti asilo, affrontare le questioni per risolverle. In questo modo, il loro motivo politico, rimane al centro del dibattito.