Zaia e il disprezzo per la democrazia

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Qualche settimana fa Lorenzoni era stato invitato ad un dibattito televisivo. C’erano tutti i candidati governatori, ma Zaia non si è presentato. Mi sono incuriosito ed ho scoperto che il nostro governatore non ama il confronto. Così sono andato a vedermi i dati sulla sua partecipazione al consiglio regionale. Sapete quante volte è stato presente nella legislatura ai 260 consigli regionali? 26. Questo significa che è stato assente il 90% delle sedute. Sembra che Zaia riesca sempre a trovare tempo per delle conferenze stampa oceaniche, senza contraddittorio. Manca invece il tempo per frequentare l’istituzione democratica nata per il confronto delle forze politiche. Mi hanno detto che, tra l’altro, le poche volte che si è presentato, ha fatto il suo intervento e poi se n’è andato, evitando il dibattito.Intendiamoci, questi non sono particolari, questa assenza pressochè totale è davvero grave. Zagrebelsky dice che la democrazia si basa sull’etica del dialogo. C’è democrazia se e solo se c’è il confronto, anche lo scontro, tra idee diverse. Un governatore che diserta il Parlamento regionale è un governatore che rifiuta il dibattito e il dialogo, è un governatore che rifiuta la democrazia. Così come Salvini era un ministro che non andava al Ministero, perché era sempre in tour elettorale, Zaia è un governatore che diserta il consiglio regionale. Evidentemente per la Lega la propaganda e la ricerca del consenso sono tutto, invece le istituzioni democratiche non valgono niente.

Il nubifragio di Schio in una regione che nega i cambiamenti climatici

Il 21 Luglio a Schio è successa una cosa che non avevo mai visto. Mai vista tanta acqua e grandine scendere in così poco tempo, con così tanta forza. Il centro storico è diventato un fiume in piena, la corrente elettrica saltata in metà città, sottopassaggi allegati, danni ancora da stimare. Anche giovedì scorso a Schio avevamo assistito ad una bomba d’acqua, purtroppo questi eventi sono sempre più diffusi.L’IPCC è un istituto di ricerca che raccoglie migliaia di studi all’anno sul cambiamento climatico dal 1988 e nel 2007 ha definito il climate change innegabile. Dice che bisogna fare presto e fare tanto, è un’emergenza alla quale bisogna reagire con urgenza, perché altrimenti la temperatura in 100 anni potrebbe aumentare nel nostro paese di 4 gradi e sarebbe un disastro.L’assessore regionale Marcato è un noto negazionista del climate change, con raffinate argomentazioni del tipo “oggi xe fredo, quindi xe tutte bale”.

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Continua la privatizzazione della sanità veneta

Nel Centro servizi di Montecchio Precalcino vivono persone con problemi psichiatrici gravi. Il Centro è gestito dalla Casa, l’Ipab di Schio. L’Ulss ha deciso, qualche mese fa, di non prorogare la convenzione per 112 dipendenti, che avevano un contratto di lavoro pubblico. C’è quindi un bando di gara che mira a ridurre i costi. Questo significa che solo con contratti del privato si potrà vincere la gara, che ci saranno delle inevitabili esternalizzazioni. Una vera e propria privatizzazione!Le conseguenze di queste politiche leghiste sono due:

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Fragili e dimenticati

In diretta da Schio, insieme alla comunità che chiede a gran voce la riapertura immediata del Centro di Salute Mentale dell’altovicentino.

Purtroppo oggi si lavora sempre più sull’emergenza e sempre meno sul disagio. In Veneto si investe solo il 3% della spesa sanitaria per le persone con problemi psichiatrici, contro una media del 5% a livello nazionale. Il CSM di Schio doveva riaprire l’estate scorsa: basta bugie.

La vicenda Mantoan e il senso di onnipotenza di una classe politica

Questi governano dal 1995 e pensano che il loro potere sia totale, forse assoluto. “Ab solutus” vuol dire sciolto da ogni condizionamento, al di sopra anche della legge. Le mazzette a tutti, le mazzette per un miliardo del Mose. Io sono al di sopra della Legge. Anche questo caso è però paradigmatico, capace di raccontarci un senso di onnipotenza dei padroni del Veneto.
Il fatto. Il 13 Settembre del 2016 l’auto blu di Mantoan, l’uomo che gestisce la sanità della regione, esce dall’istituto oncologico di Padova, fa una manovra non consentita e investe un un uomo in motorino. Cesare Triveron, che aveva 72 anni, muore. Mantoan chiama Montisci, primario di medicina legale dell’ospedale di Padova, che obbedisce e interviene subito. L’esito dell’autopsia è così sorprendente da apparire comico: Triveron è morto di infarto. Ovvio, lo hanno investito, ma quello non c’entra. Come se per difendere un omicida che ha sparato ad un malcapitato, si dicesse che è morto di asma.

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FINE DEL LOCKDOWN? SPERIAMO

Sembra sia finito il lockdown.
Appartengo alla categoria dei fortunati. A differenza di molti altri, non ho perso reddito. Pertanto non voglio lamentarmi, ma dopo questi quasi tre mesi di quarantena, azzardare un bilancio.
In fondo ci sono due categorie di uomini, quelli più forti, che stanno bene anche nella solitudine e quelli più fragili, che hanno un disperato bisogno degli altri. Io appartengo alla seconda categoria.

Quando parliamo della mia infanzia, mia mamma ci ricorda che mia sorella era in grado di giocare per ore da sola e che io invece, se stavo da solo impazzivo, diventavo intrattabile. Dicono che assomigli alla nonna Ana, che aveva la bottega in piasa a Valli, che aveva una parola per tutti, una ciacolona un po’ pazza.
Per questo in questi mesi mi è mancata la gente. La gente in carne e ossa.

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Persone con disabilità e Covid: come ripartire?

Questa crisi è stato dura, ma per alcuni più dura di altri

__ Giuseppe Barrichello, Presidente Cooperativa Sociale Verlata
__ Claudia Munaro, Referente inclusione UAT VIII di Vicenza
__ Alessandro Pozzan, Gruppo genitori Caleidoscopio Schio
__ Marta Rigo, responsabile inclusione Engim Veneto
__ Mirco Serradura, Direttore Anffas Schio
__ Manuela Teso, Coordinatrice Comunità Servizi Cooperativa Sociale

L’arte in quarantena: una crisi durissima

con: Elli de Mon (Musicista e scrittrice), Silva (Musicista), Andrea Mazzacavallo (Attore e musicista), Davide Dolores (Attore e regista).

La chiusura dei teatri, dei festival, di concerti durerà ancora mesi. Senza arte non si può vivere, ma troppo spesso ci dimentichiamo che, e questo è un silenzio assordante, nel nostro paese quasi 500mila persone lavorano nel mondo degli eventi.