L’ospedale continua a perdere pezzi: uno scandalo!

Ancora una volta siamo costretti a comunicare la preoccupazione per l’ospedale di Santorso. Se è vero che rimangono solo 6 persone in terapia intensiva Covid, perché non c’è un piano chiaro per riportare repentinamente i reparti a Santorso? Quanto può rimanere un territorio di 180mila abitanti senza ospedale? E’ vero, è stata aperta una piccola sala di chirurgia, e il Direttore Simoni ha affermato che per il 18 Maggio ritornerà l’oncologia. Tuttavia, finchè i dirigenti promettevano ai medici di creare in ogni ospedale della provincia il doppio canale Covid e non-covid, abbiamo saputo che il 23 Aprile ai dipendenti di Bassano è stata inviata una circolare che diceva il contrario: tutti i malati Covid, e i presunti positivi, devono essere mandati a Santorso.
Preoccupa inoltre una lettera inviata all’Ulss dal primario di cardiologia Bortolo Martini, prossimo alla pensione dal mese di giugno, che segnala il pericolo di politiche che favoriscono Bassano, e rischiano di demolire definitivamente anche la cardiologia a Santorso.

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Dialogo sulla nostra sanità al tempo del Covid

Un dialogo per capire, con l’aiuto di due bravissimi sindacalisti della Funzione Pubblica Cgil Giulia Miglioranza e Stefano Bagnara, come stanno vivendo i medici e gli operatori sanitari questo periodo difficile.

L’approfondimento tocca diverse questioni: la situazione che si sta vivendo nelle nostre case di riposo, il futuro dell’ospedale dell’Altovicentino, auspicando che questa crisi ci abbia insegnato il valore della sanità pubblica.

L’Alto Vicentino ha diritto a tutti i servizi a Santorso: #Curiamociqui

intevista via Vvox

Fra i nove ospedali del Veneto individuati come “Covid-19 Hospital”, ovvero centri dedicati all’emergenza coronavirus (fra i quali, per citarne alcuni, Dolo, Schiavonia, Borgo Trento a Verona, un’ala a Belluno, Trecenta nel Rodigino), c’è anche Santorso, nel Vicentino. Negli ultimi giorni l’ansia diffusasi nell’area dell’Alto Vicentino per il destino degli altri reparti si è tradotta in una campagna sui social network con l’hashtag #Curiamociqui, dopo che anche i sindaci del comprensorio hanno manifestato la loro preoccupazione.

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#curiamociqui

Pubblicato da Coalizione Civica Schio su Sabato 21 marzo 2020

In tanti ci hanno chiesto, in questi giorni, come possiamo manifestare il nostro dissenso, come possiamo opporci alla scelta di privare dei reparti fondamentali il nostro ospedale. Non è facile, perché non possiamo portare i nostri corpi in piazza. Però abbiamo provato a pensarci, a inventarci qualcosa.

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